Presentazione Squadre 2026: XDS Astana – Tantissima Italia, con Bettiol, Fortunato, Scaroni, Velasco e Ulissi, e un’ampia batteria di stoccatori per andare a caccia di tappe e di successi pesanti

La XDS Astana riparte da un 2025 eccezionale e punta a confermarsi ad alto livello anche in questa stagione. La formazione kazaka un anno fa sembrava destinata alla retrocessione a squadra Professional e invece ha ribaltato le prospettive, non solo centrando la salvezza nel WorldTour agevolmente, ma conquistando complessivamente ben 32 vittorie e un elevato bottino di risultati soprattutto nelle corse ProTour. La scelta di confermare la maggior parte dell’organico, con l’innesto solo di qualche giovane promettente dal CicloMercato, dimostra la volontà di dare continuità al progetto e provare a mantenersi stabilmente nelle prime posizioni del ranking. Inoltre, questa squadra ancora una volta si baserà principalmente sul blocco di corridori italiani per centrare i risultati nelle corse principali.
Gli uomini più attesi
Il riferimento della squadra sino-kazaka sarà Christian Scaroni, che nel 2025 ha fatto il salto di qualità e punterà a confermarsi tra i migliori nel 2026. Il bresciano è reduce da una stagione in cui ha ottenuto risultati con continuità praticamente in tutte le corse a cui ha preso parte, con il punto più alto rappresentato dalla vittoria al Giro d’Italia sul traguardo di San Valentino di Brentonico in parata con Fortunato. I tanti piazzamenti arrivati nelle classiche autunnali italiane e nelle altre sparse per la stagione, tra cui la vittoria alla Classic Var, certificano le sue qualità nelle corse di un giorno. Infatti in questa stagione Scaroni punterà a essere protagonista nelle Classiche delle Ardenne, saltate lo scorso anno a causa di una caduta alla Strade Bianche, ma potrà lasciare subito il segno già nelle corse spagnole di inizio anno. Poi il focus sarà nuovamente sul Giro d’Italia, con la possibilità di cogliere altri successi di tappa.
Altro italiano reduce da un’ottima annata è Lorenzo Fortunato, che al Giro d’Italia, oltre alla tappa in parata con il compagno, ha saputo conquistare la Maglia Azzurra. Sono arrivati poi il successo nella seconda tappa del Giro di Romandia, con quarto posto generale, il secondo in classifica alla Vuelta a Burgos e un podio di tappa alla Vuelta a España. Risultati che hanno rinnovato il morale e alimentato nuove ambizioni di poter lottare con i migliori in salita. Per questo nel 2026 proverà a fare classifica al Giro, dove potenzialmente può cogliere un buon risultato, anche se le cronometro restano il suo tallone d’achille. Potrebbe poi ottenere buoni risultati anche nelle brevi corse a tappe, con la prima parte di stagione che lo vedrà in azione alla Tirreno-Adriatico e al Giro di Catalogna.
Sempre tra i corridori del Bel Paese, potrà fare bene anche Simone Velasco, che nel 2026 punterà a trovare quella vittoria che gli è sempre sfuggita lo scorso anno. Il 2025 dell’ex campione italiano è stato comunque ricco di piazzamenti di prestigio, tra cui il quarto alla Liegi-Bastogne-Liegi e nella penultima tappa del Tour de France in fuga, oltre alle classiche italiane. Un corridore in grado quindi di poter cogliere il successo sia nelle corse di un giorno che nelle tappe dei Grandi Giri con percorsi impegnativi. Ritratto simile per il veterano Diego Ulissi, che a 36 anni non vuole parlare di ritiro e si appresta a un’altra stagione come punto di riferimento del team. L’obiettivo è quello di allungare la striscia di stagioni con almeno una vittoria e il focus sarà sulla Coppa Italia delle Regioni, dove potrebbe puntare a fare sua la classifica generale.
Il reparto dei corridori veloci in grado di cogliere il successo è folto, a partire da Max Kanter. Il 28enne tedesco si è imposto alla Lotto Famenne Ardenne Classic e poi ha centrato piazzamenti importanti in corse WorldTour, tra Giro d’Italia, Bruges-De Panne e Tour of Guangxi. Un corridore che potrebbe puntare ad una stagione di livello superiore e lasciare il segno soprattutto nelle semiclassiche. Tornato a ottimi livelli anche Davide Ballerini, protagonista al Tour de France, in cui si è dovuto arrendere al solo Van Aert nell’ultima tappa e poi ha colto due top-10 a Valence e Tolosa. Una stagione in cui ha colto anche il sesto posto alla Gent-Wevelgem e un secondo al Giro di Svizzera, dimostrando di poter dire la sua nei percorsi duri. Nelle corse minori si sono invece messi in luce Matteo Malucelli, soprattutto nelle corse asiatiche, ma a segno anche al Giro di Turchia davanti a Kristoff, Aaron Gate, che ha sfiorato il successo alla Cadel Evans Great Ocean Road Race, e l’eritreo Henok Mulubrhan, sempre a segno nel calendario asiatico, ma ancora alla ricerca dello step in più ad alto livello.
Numerosi anche gli scalatori in grado potenzialmente di fare bene nelle classifiche generali. Partiamo dal colombiano Harold Tejada, che ha chiuso al dodicesimo posto la Vuelta a España e nella top-10 anche Parigi-Nizza e UAE Tour, sfiorando poi il successo di tappa a Charantonnay al Giro del Delfinato. La sensazione è che la vittoria nel 2026 possa arrivare e magari qualche risultato migliore anche nelle corse di altro livello. Discorso analogo per il francese Clément Champoussin, che ha sfiorato la vittoria alla Parigi-Nizza, chiusa anche lui nella top-10 generale, così come il Giro di Svizzera e dei Paesi Baschi. Segnali positivi li ha dati anche il 25enne ecuadoriano Harold Martín López, che ha conquistato la classifica finale del Giro di Grecia e del Giro di Ungheria, chiudendo poi secondo al Giro di Turchia e terzo al Tour of Magnificent Qinghai. A questi si aggiunge Sergio Higuita, che però resta una grande incognita visto che da tempo le sue stagioni sono condizionate da problemi fisici che gli impediscono di tornare ad alti livelli.
A completare lo “schieramento azzurro” ci saranno Alberto Bettiol, Davide Toneatti e Nicola Conci. Il toscano classe ’93 non è riuscito a raccogliere risultati di rilievo nella passata stagione. Ha mostrato qualche guizzo qua e là, ma si è mantenuto lontano dai livelli di alcuni anni fa, mancando negli appuntamenti più importanti. Da lui ci si attendono prestazioni di tutt’altro livello, e quest’anno sarà chiamato a ritrovare lo smalto dei tempi migliori. Toneatti, classe 2001, ha esordito lo scorso anno nel WorldTour e, fatta eccezione per un buon settimo posto alla Muscat Classic, dopo la Parigi-Roubaix ha vissuto il resto della stagione nell’anonimato. Quest’anno sarà chiamato a riscattarsi, dimostrando di poter competere con continuità e cogliere risultati più significativi. Anche Conci sarà chiamato a tentare di raggiungere traguardi più importanti di quelli ottenuti finora. Il classe ’97 è stato infatti capace di raccogliere qualche buon piazzamento, ma in diverse occasioni è sembrato non sfruttare al meglio le opportunità per lottare per qualcosa in più.
Passando in terra kazaka, si attende ancora il definitivo salto di qualità da parte di Yevgeniy Fedorov, finora sempre rimandato. Il vincitore del campionato del mondo Under 23 nel 2022 ha raccolto nella passata stagione alcuni piazzamenti discreti, senza però riuscire a trovare spazio in competizioni di primo piano e restando lontano dai livelli che ci si attendevano da lui. In vista del prossimo anno sarà necessario un deciso cambio di marcia, indispensabile confermare la fiducia che gli è sempre stata accordata. Un’evoluzione analoga è attesa anche dai due connazionali più giovani, Anton Kuzmin e Nicolas Vinokourov, protagonisti di una stagione piuttosto anonima. Qualche spunto lo ha comunque mostrato il figlio d’arte, capace di ottenere alcuni piazzamenti interessanti, ma senza mai riuscire a lasciare un segno davvero incisivo.
Ritorna in prima squadra il velocista Gleb Syritsa. Il possente sprinter era stato infatti dirottato nella formazione di sviluppo dopo tre stagioni trascorse nel team principale, per ragioni legate agli obiettivi della squadra nel tentativo di mantenere la licenza WorldTour. Il corridore russo aveva già dimostrato di poter ambire, e ottenere, risultati di rilievo in prima persona, collezionando diversi piazzamenti di discreto valore. Ora il team kazako, assicuratosi almeno per questo triennio la permanenza nella massima divisione, è pronto a rinnovargli la fiducia. Dovrà invece riscattarsi da una stagione opaca il cinese Haoyu Su, promosso lo scorso anno nella team ma rimasto sostanzialmente nell’anonimato, mancando anche l’appuntamento con il successo al campionato nazionale, dove era chiamato a far bene. Un epilogo in parte pronosticabile, tuttavia quest’anno avrà un’altra possibilità per migliorare rispetto a un rendimento che difficilmente potrà essere peggiore.
Le giovani promesse
Tra le giovani promesse si inserisce Marco Schrettl, classe 2003, al debutto tra i professionisti in questa stagione. Il giovane corridore austriaco ha messo in mostra ottime doti da scalatore, riuscendo a ottenere risultati di rilievo nel corso dell’anno passato. Il più significativo è senza dubbio il terzo posto ai Mondiali Under 23 in Rwanda. Nella formazione kazaka il 22enne avrà spazio per crescere e accumulare esperienza, mettendosi al servizio dei compagni e provando al contempo a cogliere qualche opportunità in prima persona, pur in un percorso ancora lungo e con ampi margini di miglioramento. Altro nuovo arrivo, pur non giovanissimo, è Lev Gonov, russo di 26 anni, promosso quest’anno dalla squadra di sviluppo. Nel corso del 2025 ha avuto modo di mettere in mostra buone doti da velocista, conquistando anche la sua prima vittoria tra i professionisti, grazie alle diverse opportunità avute con la prima squadra. Per lui si apre ora una nuova dimensione, nella quale sarà chiamato ad accumulare ulteriore esperienza e a confermare quanto di buono già mostrato, dimostrando all’altezza nella massima divisione.
Non sono al debutto tra i professionisti, ma possono già contare su un anno di esperienza alle spalle i giovani italiani Alessandro Romele e Florian Samuel Kajamini, approdati al WorldTour dalla MBH Bank, così come il neerlandese Darren Van Bekkum, arrivato dalla formazione di sviluppo della Visma. Il lombardo, classe 2003, ha già avuto modo di mettersi in evidenza e togliersi qualche soddisfazione in prima persona, cogliendo due top 10 nelle classiche belghe di primavera. Il suo rendimento ha poi visto una battuta d’arresto, probabilmente dovuta sia alla mancanza di esperienza in un contesto di questo livello sia a un calendario particolarmente impegnativo da sostenere. Nonostante ciò, le basi gettate nel primo anno e le buone prestazioni iniziali fanno ben sperare per un rendimento più solido nella prossima stagione. Gli altri due, classe 2003 e 2002 rispettivamente, non hanno mostrato alcun lampo nella passata stagione, vivendo invece un anno piuttosto anonimo ma comunque di rodaggio, accumulando esperienza preziosa in prospettiva futura. Da tutti e tre, ancora molto giovani, è lecito attendersi un’ulteriore crescita nel corso della nuova stagione.
Organico XDS Astana 2026
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Potenziale XDS Astana 2026
Volate - 6.7
Montagne - 7.4
Colline - 8.8
Pavé - 5.8
7.2
La miracolosa "salvezza" conquistata con un 2025 spettacolare è ormai un ricordo. Da adesso si riparte da zero, ma la squadra kazaka non deve avere particolari preoccupazioni per il futuro, soprattutto se i tanti finalizzatori presenti in organico si confermeranno sui livelli dello scorso anno. I velocisti produttivi non mancano, gli scalatori da giornata all'attacco ci sono e gli specialisti da traguardi singoli sono a dir poco numerosi; manca forse qualcosa per le Classiche del Nord, ma l'impressione di partenza è quella di una squadra, di nuovo, da parte alta della classifica mondiale.
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